domenica 16 luglio 2017

Felix Mendelssohn Bartholdy: Concerto n.1 op.25, Variations Serieuses, op.54, scelta da Lieder ohne Worte - Martis Stadtfeld, piano - CD SONY

Martin Stadtfeld, nato nel 1980, nel 2002 è balzato improvvisamente all'attenzione del mondo della musica claasica, vincendo uno dei concorsi internazioniali specialistici più prestigiosi, il Bach di Lipsia. Da allora ha cominciato una fulminea carriera internazionale, sia in ambito concertistico, sia discografico, a contratto con la Sony, che da un po' di tempo a questa parte sta puntando le sue energie soprattutto sulle nuove leve.
Il suo disco con le Variazioni Goldberg è stato in testa alle classifiche di musica classica in Germania, e si poteva anche immaginarlo avendo vinto il Bach. Ma Mendelssohn è diverso. Eppure...
Eppure anche questo è un disco notevole.
Diciamo subito che la parte principale non la si riserva alle Variazioni nè alle Romanze senza parole, che hanno il compito di riempire (perchè eseguire il Capriccio op.22?) ma ovviamente al Concerto op.25. Che non è un vera e propria prima donna, anzi soffre un po' di misantropia, visto che pochi concertisti lo suonano. E non si capisce neanche tanto perchè, tanto più perchè è estremamente brillante e ha un ritmo indiavolato, a meno di non mortificarlo cacciandolo nell'alveo del romanticismo melenso.
Stradtfeld rifugge da questa tentazione , grazie a Dio, e dona un'interpretazione scintillante, assecondando l'ottima Academy di St. Martin in the Fields diretta dall'inossidabile Sir Neville Marriner.
Già dall'attacco del Molto allegro con Fuoco, il pianista tedesco si dimostra all'altezza della partitura, e si butta con indomito coraggio nella selva di note, non arrestandosi mai di fronte ai grovigli ma anzi domandoli e superandoli con forza, energia, e capricciosa verve. Idem nell'Andante, più dolce e meno ardimentoso che prepara l'entrata del Presto, che conduce il pianista dopo una cavalcata impetuosa all'agognato finale.
Devo dire in tutta sincerità che quando acquistai il disco non mi aspettavo una tale esplosione di virtuosismo e di scintillante bravura (e anche di sottile intelligenza): mi aspettavo una interpretazione più compassata ed quindi ero alquanto dubbioso. ma poi prevalse la curiosità e quindi...
L'intelligenza maggiore sta soprattutto nell'aver inquadrato il concerto in una atmosfera tipicamente Biedermeier (come il terzo concerto di Moscheles o i due dell'op.85 e 89 di Hummel), puntando sul capriccio, sulla frivolezza e quindi sulla brillantezza, più che sulla riflessione.
Le mani ci sono, ma anche la testa.
Marriner, che è scomparso l'anno scorso, aveva già inciso il primo, e anche il secondo concerto , con Murray Perahia . Pare che il tempo non sia trascorso, perchè l'Orchestra è strepitosa, e tale anche il direttore. Piuttosto questa compagine orchestrale manterrà il suo richiamo non con il proprio mentore?
L'interpretazione di Stadtfeld per certi versi ricorda e appaia quella storica di Rudolf Serkin, che rimane prunto di riferimento anche perchè in quella storica edizione discografica CBS aveva anche inciso il Secondo Concerto e il Capriccio.
Da ascoltare.

P.D.P. 

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